Tutto cominciò con lo scambio tra un asino e un vigneto: era il 1819 e Maurizio Ferraro permutò un asino (bene prezioso per quei tempi) con un pezzetto di terra coltivato a vigna. Nasceva così (e c'è tanto di atto notarile a testimoniarlo), la casa vincola Ferraro, oggi gestita dal bis-bis nipote del “cavaliere-vignaiolo” che porta lo stesso nome del suo avo. Da allora l'azienda è cresciuta e Maurizio Ferraro, enotecnico diplomato ad Alba ha mantenuto lo stile è le tradizioni. Si lavora sempre con impegno nei vigneti e in cantina, dove si coniuga la tradizione e le tecniche più moderne di vinificazione. Da quel primo vigneto, poche are, si è passati a una proprietà che oggi è poco più di nove ettari ed è estesa sulle colline che contornano il paese. Nelle vigne Arinera (1,2 ettari), Chiovende (4 ettari) e San Giovanni (3,8 ettari) si producono 4 tipi di uve: Ruchè, Grignolino, Barbera e Chardonnay. Una quarta vigna, la Robiano (1 ettaro), è in fase di impianto.
La produzione media complessiva è di circa 60.000 litri annui.

Insieme ai genitori Maddalena a Sergio e allo zio Mauro, Maurizio Ferraro conduce direttamente i vigneti: il risultato delle loro fatiche viene trasformato in una cantina all'avanguardia, ma dove non manca il "crutin", area di affinamento per far riposare la Barbera in barrique o in grandi botti di legno. L'amore per la terra e la passione per questo mestiere e l'ingresso del più giovane dei Ferraro in azienda, ha portato ad una maggiore cura nella linea di imbottigliamento, ad una continua ricercatezza nell'immagine del prodotto.