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VINO BIOLOGICO SENZA SOLFITI AGGIUNTI

 

NEWS

 

LA STORIA

Tutto cominciò con lo scambio tra un asino e un vigneto: era il 1819 e Maurizio Ferraro permutò un asino (bene prezioso per quei tempi) con un pezzetto di terra coltivato a vigna. Nasceva così (e c'è tanto di atto notarile a testimoniarlo) La casa vinicola Ferraro, oggi gestita dal bis-bis nipote del "cavaliere vignaiolo"che porta lo stesso nome del suo avo.

Maurizio Ferraro, enotecnico diplomato ad Alba, gestisce l'azienda in maniera innovativa, personale, distinguendosi nel panorama agricolo per le sue scelte, a volte controcorrente che rendono i suoi prodotti unici, in netto dissenso con la standardizzazione e l'omologazione della maggior parte dei vini in commercio. "Un vino così ottenuto acquista un valevole significato anche come integratore alimentare e un  meritevole inserimento nella dietetica clinica, in quanto esalta le qualità medicamentose dell'uva."(Vino senza solfiti -Valeria Colombo- Terra Nuova N^235-2009).

Qui di seguito abbiamo deciso di rispondere alle..

 DOMANDE PIU' FREQUENTI SULLA NOSTRA SCELTA PRODUTTIVA:

1) Perche' biologico?

L’Azienda Agricola Ferraro, così come

tutti gli agricoltori attenti e lungimiranti,

cerca con il proprio operato di nuocere il

meno possibile al nostro pianeta,

 rispettandone l’ecosistema e

perseguendo l’obiettivo di generare un

bilancio positivo per l’ambiente”.

La normativa biologica vieta l’uso di

diserbanti e antimuffa. In viticoltura

contro Peronospora e Oidio vieta l’uso di

prodotti sistemici che svolgono la loro

funzione entrando nel circolo linfatico

della pianta. Sono ammessi solo i prodotti

di contatto che formano uno strato sulle

foglie e vengono dilavati con le piogge.

 

2) Che cos'è la Flavescenza?

La  Flavescenza è un citoplasma che

determina la morte della vite. Si

trasmette attraverso un insetto vettore.

In Agricoltura Biologica viene combattuto

nei suoi stadi giovanili con il piretro in

modo più che soddisfacente.

Nella scorsa campagna agraria abbiamo

avuto buoni risultati eliminando

immediatamente le viti che manifestavano

i sintomi (anche a pochi giorni dalla

vendemmia!), bruciando gli scarti di

potatura che contenevano le uova

dell’insetto e studiando accuratamente

l’evoluzione dello stesso per intervenire

efficacemente contro di esso.

Manca purtroppo la sinergia con gli altri

proprietari confinanti, che,

disinteressandosi dei loro appezzamenti

incolti contenenti viti infette,  forniscono

alla flavescenza un ottimo focolaio di

contaminazione.

 

3)Perché i vini Ferraro sono prodotti

 senza l’uso di additivi di Sintesi Chimica (compresi i Solfiti)?

Nel 2006, il primo anno in cui abbiamo

prodotto un vino senza aggiunta di

solfiti, abbiamo capito che il vino è un

passaggio intermedio fra l’uva e l’aceto

esiste perché fanno parte della sua

composizione una serie di sostanze che ne

permettono l’esistenza, prime fra tutte

l’alcool ed i tannini.

 

4)Quali effetti provocano i solfiti?

Non è tanto cosa si può aggiungere al

vino, ma ciò che tali aggiunte scatenano:

pur essendo ammessi per legge il loro

effetto invasivo dal risultato immediato,

rende l’alimento totalmente sterile,

povero di vitamine ed enzimi, elementi

fondamentali per il nostro organismo.

Inoltre dei prodotti di sintesi chimica non

è stata confutata la loro innocuità, 

semplicemente è dimostrata la loro “non-

nocività”; fino a prova contraria, come

successe per il DDT, per l’atrazina, per la

diossina, per i diserbanti che stanno

provocando la moria delle api, per gli

ftalati, per alcune sostanze coloranti.

 

5)Quanto dura un vino senza solfiti?

Come per un qualsiasi altro vino la sua

durata dipende dalla varietà di uva con cui

il vino è stato prodotto, dalle sue

caratteristiche peculiari e dalle condizioni

in cui viene conservato.Queste ultime sono

decisive in entrambi i casi, ma mentre un

vino con solfiti potrebbe diventare

difettoso, un vino senza solfiti diventa un

buon aceto.

 

6)Perchè In etichetta c’è scritto

“Contiene Solfiti di Origine Naturale?

I solfiti di origine naturale si trovano

all’interno delle pareti cellulari dei lieviti

che a fine fermentazione si depositano

sul fondo del vino sotto forma di fecce. Il

degrado delle pareti di tali cellule fa sì

che una certa quantità di solfiti si

sprigioni nel vino. Tale quantità è talmente

bassa da non essere quantificabile,

pertanto preferisco indicare la possibilità

di tale residuo per correttezza nei

confronti di coloro che si avvicinano ai

vini Ferraro per chiare ragioni di

intolleranza.

 


contatti@ferrarovini.com

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